Arrivò
in Terra Santa a quasi 50 anni. Aveva trascorso metà della vita
nella
congregazione guanelliana, assistente ed educatore a Milano e Riva
San Vitale, ma don Ugo Sansi doveva ancora dare il meglio di sé.
Dolce e roccioso come le montagne della sua Valtellina accolse con
la maturità di un'obbedienza meditata ed offerta la nuova
destinazione che i Superiori gli
indicavano.
Don Ugo in partenza per Nazareth
Giunse in Israele
nell'agosto 1974, forse ripetendosi nel cuore la stesso risposta
che proprio a Nazareth un’umile fanciulla aveva dato tanti secoli
prima: “Mi accada secondo la tua parola". E in un certo senso,
anche don Ugo era destinato a “fare grandi cose". Bisognava
cominciare da zero, e qui venne fuori la tempra del valtellinese.
Lingue da imparare, culture sconosciute, ambienti difficili e
spesso ostili…
La situazione della casa agli inizi
Si guarda intorno, si
rimbocca le maniche, si dà da fare,
riesce a stabilirsi nel
vecchio monastero delle Clarisse concesso dai Francescani e nel
1975 inizia quell'opera oggi da tutti ammirata, germogliata allora
da tutta la pazienza e la fatica di cui don Ugo era capace.
Confidò più volte
che era rimasto colpito da una foto di don Guanella durante il
pellegrinaggio in Terra Santa compiuto nel 1902 insieme al beato
cardinale Andrea Carlo Ferrari. Don Luigi non è in preghiera o in
visita nei luoghi della fede e della devozione, dove pure si era
recato: è invece ritratto attorniato da un nugolo di bambini.
Questa immagine aveva per don Ugo un significato profetico e nella
sua umiltà sentiva il privilegio di dover compiere quel lontano ma
ancora
valido desiderio
del Fondatore, che lo aveva spinto
Don Ugo coi primi ospiti e col personale
nel
1902 ad aprire una casa in Terra Santa.
Per questo don Ugo volle il meglio per la Casa di Nazareth e non
risparmiò impegno e studio, facendo della Holy Family School
un'istituzione educativa e riabilitativa di primaria importanza.
Ma fu soprattutto capace di immettervi la ricchezza del suo
spirito evangelico e di fede. Dedicarsi ai bambini lì dove anche
Gesù era stato bambino, guardarli crescere come Maria aveva fatto
con Lui, lavorare per sostenerli e proteggerli come Giuseppe per
quel figlio suo che era Figlio di Dio: non era forse il modo
migliore per onorare la Divina Provvidenza, secondo l'insegnamento
ricevuto da don Guanella? Essenziale, profondo e lungimirante, era
un uomo di fede dotato di vivace intelligenza pratica, sostenuta
con l'intensità della preghiera.
Don Ugo riuscì
a circondarsi di amicizia e diaffetto
grazie alla sua schietta umanità, alla familiarità che
sapeva creare con chiunque lo avvicinasse. In una terra dove
troppo spesso è la reciproca diffidenza a prevalere, la suo
capacità di dare e ispirare fiducia, di arrivare subito "al
cuore" di un problema e di affrontarlo "a viso aperto" gli
guadagnarono stima e rispetto di tutti: ebrei, musulmani e
cristiani. Dopo oltre 20 anni di permanenza a Nazareth senza
risparmiarsi, poteva rientrare in Italia per le cure
necessarie alla malattia che lo aveva colpito. Più volte i
Superiori lo invitarono a tornare. Ma don Ugo volle restare e
chiese anche di essere sepolto a Nazareth: dal 14 aprile 1997
riposa nel cimitero dell'ospedale dei Fatebenefratelli. La
sua decisione è segno di una presenza che continua, di una
totale dedizione a questa terra e ai popoli che la abitano. È
la coraggiosa speranza di pace che a Nazareth don Ugo Sansi ha
testimoniato in prima persona seguendo fino in fondo la sua
vocazione, ripercorrendo anche fisicamente la strada tracciata
da Cristo nel Vangelo.